Dopo la discarica di Agbogbloshie le foto delle miniere illegali d’oro in Ghana, dove si lavora di notte per sfuggire alla caccia dei pitbull delle multinazionali straniere.
“Cerco di raccontare con le immagini quello che non riuscirei a raccontare con le parole, quello lo lascio fare ai giornalisti”.

Il desiderio di andare oltre, di voler ‘raccontare’ attraverso l’immagine, l’incontro con Silvana Grippi e Deapress che ha trasformato la fotografia in un mezzo di comunicazione sociale.
Luca Grillandini, fiorentino doc, ha combattuto contro le repressioni per il riconoscimento dei diritti imbracciando la sua macchina fotografica, organizzando mostre alle Murate, alle Oblate e a San Salvi.
Oggi ha un progetto per una mostra fotografica su Novoli che racconta la trasformazione di questo quartiere, un tempo luogo invisibile della città e oggi da lui definito “una Matrioska che non finisce mai di sorprenderci”. In occasione della mostrasaranno esposte foto che indagano ogni aspetto della vita quotidiana: architettura, edilizia, tramvia, centri di accoglienza, multiculturalità, “insomma un meltin’ pot che nelle altre città europee esiste da decenni e che fino a venti anni fa era impensabile qui da noi”.

Quando gli chiediamo della sua esperienza in Africa ci racconta dei suoi viaggi come fotoreporter, in autofinanziamento, svolgendo attività di volontariato. Negli ultimi anni ha preso parte al progetto “Un cuore di Luce per Agbogbloshie” insieme all’associazione Terra di Luce di Savona e ASASE Africa Foundation per raccogliere fondi da destinare alla costruzione di scuole e garantire l’istruzione ai bambini che vivono intorno alla discarica di Agbogbloshie ad Accra in Ghana, la più grande al mondo di rifiuti elettronici (www.terradiluceassociazione.it/mission.html e https://asasegh.com)
Nel 2018 Luca ha ottenuto la menzione al concorso fotografico internazionale IZMIR Goztepe Rotary & IFOD Photography Competition per la foto che ritrae l’inferno in cui tutti i giorni lavorano 70 mila persone, spesso minorenni, in mezzo ai liquami tossici dei rifiuti. Nonostante l’altissimo livello di inquinamento ambientale i terreni circostanti sono utilizzati per insediamenti abitativi e per il pascolo del bestiame.

Da qualche settimana Luca Grillandini è tornato in Africa. Durante i suoi spostamenti ha scoperto una miniera illegale di estrazione dell’oro. Anche qui la manodopera impiegata registra un’altissima percentuale di minorenni che lavorano senza nessuna misura di sicurezza, in luoghi insalubri con il rischio di contrarre la malaria, setacciando la terra con il busto immerso in buche profonde e acquitrinose. Lavorano 12 ore, spesso di notte, per sfuggire ai controlli della polizia e ai pitbull delle guardie private ingaggiate dalle multinazionali straniere.