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Gli oggetti per Sottsass sono elementi emotivi e simbolici prima ancora che funzionali: raccontano storie, generano energia, stimolano l’immaginazione, sono capaci di influenzare emozioni, percezioni e stati d’animo, creando relazioni con chi li utilizza. La grande retrospettiva, incorso a Palazzo Buontalenti a Pistoia fino al 26 luglio, ricostruisce oltre trent’anni di ricerca di uno dei protagonisti assoluti del Novecento.
Giorgio Bernard è un personaggio a tutto tondo: sangue misto veneto, sardo, piemontese e francese, una vita vissuta tra Milano e la costa livornese, il mare come ossessione creativa. Scrittore, editor e fondatore di Maiuscoletto, incarna quella figura di intellettuale curioso e anticonvenzionale che sa trasformare l’esperienza in racconto.
L’opera di Isgrò torna a Gibellina dopo quasi quarant’anni: un gesto poetico e politico in cui lingua colta e dialetto si intrecciano, e la tragedia greca riaffiora nel presente. La tecnica della cancellatura custodisce la storia senza cancellarla. Come in Where is Agadir?, sorge una domanda: oggi, dov’è Gibellina?
E se il miglior medico fosse un albero?
Non è una provocazione — è quello che la scienza sta dimostrando. La foresta terapia, conosciuta anche come shinrin-yoku, è oggi una disciplina riconosciuta: camminare tra gli alberi, respirare i composti volatili delle piante, ascoltare il silenzio del bosco produce effetti reali su stress, sistema immunitario e benessere nel verde.
Il bosco non è solo cura — è un ecosistema vivo dove salute e natura si intrecciano in modo profondo, anche per chi vive in città.
I supermercati contemporanei si configurano come nuove “cattedrali” del consumo, spazi in cui abbondanza, controllo e sicurezza si intrecciano. Dietro l’offerta infinita e l’ambiente regolato si riflette un bisogno umano profondo, legato alla sopravvivenza e alla protezione. Il consumo diventa così esperienza sociale e simbolo delle contraddizioni del nostro tempo.
Nelle periferie tra Prato e Firenze, piccoli orti coltivati da comunità asiatiche stanno trasformando i vuoti industriali in paesaggi agricoli informali.
Tra radicamento culturale e norme europee su semi, ambiente e lavoro, questi spazi diventano il terreno di una domanda aperta: come riconoscere queste pratiche senza legittimare l’irregolarità?
Il corpo femminile come spazio politico, poetico e sensoriale nella mostra ‘Helen Chadwick. Life Pleasures’ al Museo Novecento. Attraverso fotografia, installazioni e performance, l’artista inglese rompe gli stereotipi, indagando desiderio, abiezione e materia viva. Un percorso tra carnalità e spiritualità che invita a ripensare identità, bellezza e libertà espressiva.


