Tra capitali privati ed economia di prossimità
Il contemporaneo sta vivendo una trasformazione ontologica degli spazi urbani. Il senso dell’abitare sta subendo un sempre più marcato slittamento semantico proteso al capitale finanziario e alla rendita immobiliare estratta dai nuovi facoltosi residenti o turisti. Come in una trasfusione, il nuovo abitante rimpiazza quello vecchio, in un’emorragia di residenti storici senza fine.
Firenze è nel pieno di questa trasformazione. Il centro è diventato un brand internazionale ad alta riconoscibilità. Ed è così che la città, già primatista per strutture turistiche1 (più di 11.000 nel 2025 secondo AirB&B), si trasforma in un luogo di sbarco per nuovi residenti. L’esempio del ‘cubo nero’ è fino troppo scontato, e non è nostra intenzione entrare nel dibattito tra indignati e favorevoli. È inaggirabile, tuttavia, il dato secondo cui, a fronte di una contrazione sempre più evidente dei residenti nel centro storico (da più di 90.000 trent’anni fa a poco più di 60.000 oggi), fioriscano nuovi spazi esclusivi dell’abitare. Ne sono un esempio le strutture ricettive di lusso per studenti, di cui i due edifici del gruppo Hines a Firenze Nova (lo stesso del ‘cubo nero’) ne sono il più recente caso.

È gentrificazione, espulsione sociale derivante dall’impennata dei prezzi del mercato immobiliare e dalle trasformazioni socioeconomiche della città. Le ragioni di tale processo affondano in trasformazioni economiche decennali, legate all’improduttività del territorio e alle scelte urbanistiche che hanno relegato la città a mercato turistico internazionale. Tuttavia, è innegabile che la trasformazione degli spazi dell’abitare in senso premium e luxury derivante da politiche aziendali aggressive stia contribuendo al rialzo del mercato immobiliare, all’aumento della pressione abitativa, all’erosione della residenza stabile e alla sostituzione funzionale del commercio.
Forse, in fondo, la trasformazione è inevitabile, e ogni città attraversa le proprie metamorfosi. Ma quando la storia diventa superficie economica, resta da chiedersi cosa rimanga dell’abitare. Se Firenze continuerà a essere comunità o soltanto rendimento.
Autore: Francesco Cianciaruso