Ogni giorno le proposte di pubblicazione arrivano numerose, negli ultimi tre anni sono letteralmente esplose pare che tutti abbiamo qualcosa da dire, da raccontare, non bastano più i social. “Eppure nonostante tutto, libri belli o brutti, autori interessanti e romanzi improbabili sono felice di fare questo lavoro”. Fare libri? “Sempre meglio che lavorare” diceva Gassman in Fa male il Teatro durante gli anni della sua Bottega teatrale alla Pergola. E un editore che voglia fare questo lavoro a Firenze non può prescindere da quello che è stata la cultura del teatro, qui, e anche dei suoi protagonisti, o di quel dibattito che agli inizi del Novecento la consacrò anche capitale della Musica d’Avanguardia con Giancarlo Cardini, Giuseppe Chiari, Sylvano Bussotti, Albert Mayr.
“Firenze ha bisogno di una politica culturale seria, continua, rivolta non solo alla conservazione ma anche alla ricerca. Gli ultimi due Sindaci hanno mantenuto per lungo tempo la delega alla cultura, cosa originale ma alquanto balzana. Resta la delusione per un ruolo che tornerà ad essere gestito senza stabilità”.
Ennio Bazzoni
Alle biblioteche darebbe la possibilità di gestire anche la vendita dei libri magari con una libreria di zona o anche di gestire dei piccoli bistrot, dove ragazzi e anziani possano sostare in ambiente “protetto” dai libri e dai loro preziosi contenuti.

Di Ennio Bazzoni colpiscono la serietà, la professionalità e la passione con cui svolge la sua attività di editore, insieme al socio Claudio Aita. L’estrema gentilezza con cui accoglie i suoi autori (anche senza appuntamento) gli amici e i clienti verso i quali è sempre prodigo di consigli rivelano l’animo del gentiluomo.
Amareggiato Ennio Bazzoni parla di un fallimento non solo politico ma anche progettuale quello delle Murate. Proprio in questi giorni, infatti, la libreria Nardini riconsegna i locali al Comune chiudendo una lunga stagione durata dieci anni. La mancanza di visibilità, il degrado dei locali e degli spazi esterni dimenticati da tutti, ormai utilizzati solo per ‘accorciare’ il percorso da Via dell’Agnolo a Via Ghibellina ne hanno inesorabilmente determinato la chiusura.
“Noi continueremo a lavorare in convegni, appuntamenti pubblici di vario genere, fiere non appena torneranno. Ma una grande esperienza si chiude con tanti ricordi e soddisfazioni, insieme a tanta amarezza”.