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Le ‘Madonne’ ucraine di Julia Krahn al Museo del Novecento

Le ‘Madonne’ ucraine di Julia Krahn
al Museo del Novecento

La compostezza classica come antidoto contro la guerra 

Si intitola St. Javelin l’ultima mostra realizzata dalla celebre fotografa Julia Krahn in corso fino al 29 gennaio al Museo del Novecento di Firenze. Inaugurata il 25 novembre 2022, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nasce con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sulla guerra che ha colpito la popolazione ucraina. Il progetto, nato dalla collaborazione del Comune di Sorrento con l’associazione culturale Festivà, è un vero e proprio itinerario nella vita di dieci donne coraggiose, madri, nonne e figlie che hanno sperimentato sulla loro pelle l’esperienza della guerra. 

«Mi chiamo Aleksandra vengo da Rivne, nord-ovest dell’Ucraina. Ho ventisette anni e un figlio di sette anni. Il primo atto di guerra è l’intolleranza verso gli altri, verso le differenze. È quello che porta al desiderio di onnipotenza e di dominio. Nasce nel cuore dell’uomo, dall’egoismo, dall’orgoglio e dall’odio che distorcono la visione del mondo e la pongono sotto una luce diversa, negativa.»

«Mi chiamo Sasha e ho ventun anni. Sono di Kiev. Il 23 febbraio, prima dello scoppio della guerra, ho disegnato tutta la notte e pensavo di andare al lavoro la mattina dopo. Invece mi sono svegliata alle cinque del mattino con una forte esplosione. Era un razzo russo caduto a cento metri da casa nostra.»

Dieci fotografie di donne che, come icone laiche, testimoniano la loro resistenza e si raccontano attraverso l’obbiettivo dell’artista in un emozionante percorso all’insegna dell’empatia e della spiritualità. Una narrazione lineare e suggestiva, che riesce a combinare arte e bellezza pur raccontando lo smarrimento e il dolore di chi ha conosciuto la guerra e ha dovuto scegliere tra restare o mettersi in salvo.

L’installazione visibile nel Loggiato del Museo del Novecento prende il nome di St. Javelin, un’immagine diventata simbolo del conflitto in Ucraina, raffigurante una Madonna che tiene in braccio un missile anticarro anziché un bambino, ribaltando così il concetto classico di maternità e natalità. La potente serie fotografica offre un percorso coinvolgente attraverso i volti e le parole delle sue protagoniste, tutte legate da un destino comune e da profondo desiderio di pace.

Foto di Leonardo Morfini

Le immagini, stampate su vele, sono visibili nella parte esterna della loggia del Museo Novecento di Firenze. Esposte al vento come agli eventi imprevisti della vita, queste donne resistono a qualsiasi avvenimento con fermezza, esprimendo forza e coraggio. Inquadrando il codice QR riportato lungo tutto il percorso della mostra si accede inoltre alle storie complete delle protagoniste, ai racconti di ciò che hanno vissuto e a come sono riuscite a mettersi in salvo.

«Mi chiamo Kira e ho sei anni, sono venuta con mia madre Olena a Sorrento e ho conosciuto Julia che è venuta a casa nostra con un palloncino giallo. Me lo sono legato alla mano perché non volasse via.»


Ognuna di queste ‘ambasciatrici’ ci invita a riflettere sull’empatia e sulla pace come elemento imprescindibile di convivenza civile, in un luogo come quello dell’ex Spedale di San Paolo oggi sede del Museo del Novecento, originariamente dedicato alla spiritualità, alla meditazione e all’accoglienza. Un autentico viaggio introspettivo nel nostro presente con un linguaggio che invita alla riflessione e alla comprensione delle vicende umane. 

Copyright all images © the artist Julia Krahn

Julia Krahn, nata nel 1978 a Jülich e cresciuta ad Aquisgrana in Germania, ha abbandonato nel 2000 gli studi di medicina per dedicarsi completamente alla fotografia. Un anno più tardi si è trasferita in Italia, ha aperto il suo studio a Santa Lucia, nel centro di Sorrento, facendo della ritrattistica il principale strumento della sua comunicazione artistica. Da sempre interessata alla rappresentazione visiva delle emozioni attraverso l’arte, è stata autrice di numerose esibizioni in varie parti del mondo, tutte rivolte a tematiche sociali e unite da un costante richiamo alla spiritualità come ‘Corpo a Corpo’ presentata nel 2018 nella Cripta dell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano. 
Anche a Firenze ha deciso di lavorare a stretto contatto con le donne, realizzando scenari essenziali ma di grande impatto visivo, diventando talvolta lei stessa parte attiva della mostra attraverso alcuni autoscatti.  (Foto di Mayra Troncoso)

For contemporary people

(articolo di Calogero Fanara)

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