
Il passaggio dalla street photography all’intimismo stilistico, in quell’attimo in cui giorno e notte si prendono per mano.
«Ricordo che quella volta ha messo la mano sul mio viso per consolarmi. Mi teneva e basta, sai, senza chiedermi niente. È stata la cosa migliore che potesse fare.» The Clearing, ©Dario Mannucci
L’uomo forte, l’uomo patriarca, l’uomo eroe, l’uomo combattente. Eccolo l’uomo ritratto con la spada sguainata pronto a difendere la famiglia, la patria, il mondo. L’uomo virile, padrone assoluto di un potere che nel corso dei secoli arte e letteratura ci hanno consegnato nella sua veste di Superuomo, impavido, forte e invincibile, a cavallo del suo destriero con un corpo scultoreo in bella mostra. Stereotipi stupidi, ingannevoli, una maschera di cera che lentamente si scioglie davanti allo sguardo indagatore e disincantato di una società che ha iniziato a scrutare con sospetto. La verità sta ormai venendo a galla e finalmente è giunta l’ora di liberare l’uomo da questa gabbia, per renderlo più umano e restituirgli la sua libertà.
Dario Mannucci abbatte coraggiosamente questo Archetipo, grazie ad un percorso iniziato tre anni fa con il progetto The Clearing la cui personale di 20 fotografie fa parte del ciclo di eventi ARTISTIcaMENTE, curato da Eva Tonetti, negli spazi di Villa Bandini in via di Ripoli. Un progetto attraverso cui l’artista scardina e infrange tutte quelle certezze di una mascolinità assoluta, tramandata nei secoli.
Fotografie quasi monocromatiche, propongono il ritratto di un uomo sensibile e vulnerabile, nella sua nudità narrante, con un corpo imperfetto per troppo tempo represso e celato. Il maschio – inteso come individuo maschile – può finalmente riappropriarsi di ogni sfumatura del sentire, di infinite sfaccettature che contribuiscono a costruire la sua umanità. Sono scatti realizzati appena dopo il tramonto, prima che il buio avvolga tutto.


L’oscurità del momento restituisce corpo e profondità a una dimensione intima. Passato al formato verticale, quasi volesse abbracciare l’immagine dell’uomo immortalato nella sua nudità, in formato 3:4 per una maggiore introspezione e la scelta di obiettivi che vanno dai 50mm ai 150mm, Dario Mannucci è ormai lontano dai clamori della street photography a cui si era dedicato durante i suoi studi da Fulvio Bugani a Bologna, abbandonando l’uso del formato orizzontale 2:3 e dell’obiettivo 28mm che tende ad esasperare i sensi di ampiezza e di profondità.
«A un certo punto – dichiara l’artista – questo genere di fotografia non mi consentiva di andare in profondità, sia nell’indagine sia nella narrazione. Non riuscivo più a stabilire un reale contatto con le persone».

Trasferitosi a Firenze inizia un nuovo percorso alla Fondazione Studio Marangoni dedicandosi al ritratto, riuscendo così a dare voce al suo modo più congeniale di fotografare. Il colore è adesso quasi del tutto annullato, la dinamicità scompare, l’urlo dell’immagine lascia spazio al silenzio e all’immobilismo estetico di un uomo normale, senza sovrastrutture, avvolto da quel crepuscolo che rimanda a una nuova dimensione interiore. Insomma ad una nuova rinascita. Adesso può riappropriarsi di tutte quelle sfaccettature e declinazioni che che ne costituiscono l’essenza, la persona e diventare finalmente un uomo completo. Ma – ci chiediamo – l’uomo di oggi sarà davvero pronto a questa trasformazione? Accetterà di dimostrare le proprie vulnerabilità? Dario Mannucci ha il merito di aver inaugurato questo cambiamento, scardinando quelle certezze insite da sempre nel maschio archetipico, mettendo in discussione un modello di mascolinità basato su valori misogini e sessisti. È giunta l’ora che l’uomo scenda da cavallo e mostri le proprie emozioni e debolezze presentando una mascolinità alternativa, certo imperfetta, ma senza dubbio più umana e vera.
La mostra THE CLEARING resterà aperta tutti i giorni dal 9 al 14 maggio con orario 15-20 in via di Ripoli 74r, Firenze. Il valore della vendita di ciascuna fotografia, al netto dei costi di produzione, sarà devoluto al Comitato di Firenze di Croce Rossa Italiana a sostegno dell’emergenza ucraina.
(Alessandro Giannotti)