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Gaia Simonetti ambasciatrice di gentilezza

Gaia Simonetti
ambasciatrice di gentilezza

«La gentilezza non è debolezza ma un’alleata preziosa»

Giornalista sportiva, scrittrice di quattro libri tra i quali l’intenso Lettere senza confini (Adv Edizioni, Firenze) che raccoglie le testimonianze di madri che hanno perso un figlio, Gaia Simonetti ha sempre unito alla sua vocazione sportiva quella per la solidarietà. Due anni fa, il giorno del suo compleanno, si chiede quale regalo le sarebbe piaciuto ricevere e la risposta è: “Vorrei regalare un pò di gentilezza”, così, cercando in rete, conosce il progetto “Costruiamo Gentilezza”.

Gaia ci racconta come è diventata ambasciatrice di Gentilezza?

Il Progetto è nato dall’idea e attività di Luca Nardi, presidente dell’Associazione Cor et Amor, costituita nel 2014. L’obiettivo è costruire pratiche gentili per il bene comune mettendo al centro bambini e ragazzi affinché la gentilezza diventi un’abitudine diffusa. Mi hanno colpito i ruoli sociali proposti dall’associazione, veri e propri attivatori delle comunità, che volontariamente ed autonomamente si impegnano a costruire gentilezza ed è così che sono diventata ambasciatrice. Oggi l’associazione conta una ‘squadra’ di quasi 2000 Ambasciatori alla Gentilezza in tutta Italia, tra cittadini, insegnanti, assessori allenatori, medici pediatri, volontari.

Durante questa esperienza è nato l’alfabeto della gentilezza. A chi è destinato?

L’alfabeto della gentilezza è nato il 2 ottobre del 2021 a Firenze, in una data speciale, quella della festa dei nonni e delle nonne, pensando ad un modo per ringraziarli con parole gentili. In quella circostanza ci siamo accorti che esistono parole che oltrepassano il tempo, una di queste è ‘grazie’ e va sempre a braccetto con la gentilezza. Ricordo mia nonna che radunava tutti i nipoti ai piedi di un castagno e ci insegnava a iniziare e finire una giornata con un sorriso e un grazie.

Quali sono le parole che fanno stare ‘bene’ e i gesti che i bambini ritengono più importanti per dimostrare gentilezza?

L’alfabeto della gentilezza nei suoi primi 400 giorni ha generato 25.000 parole gentili arrivate alla mail abc@costruiamogentilezza.org suggerendo gesti tangibili legati alle buone azioni. Migliaia le parole che i bambini hanno dedicato agli adulti e che sono state tradotte in più lingue, oltrepassando i confini nazionali. Sono parole che fanno riflettere. Le più utilizzate sono alla A abbraccio, alla B bacio ed alla C carezza. Se ci pensiamo sono tre grandi assenti dalle nostre vite e da quelle dei più piccoli. Dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina alla lettera P è comparsa la parola Pace, scritta a caratteri cubitali con più colori. Non sono poi mancate nei bambini le parole Tenerezza e Umanità e Accoglienza collegata a progetti di aiuto nei confronti di bambini che con le madri sono fuggiti dai Paesi colpiti dalla guerra.

Cosa ha cambiato l’avvento del digitale e della realtà virtuale nelle relazioni affettive e nella socialità degli individui?

A questo proposito abbiamo inaugurato un progetto di gentilezza in una biblioteca a Figline Valdarno nella cornice dell’evento Think Lab. Abbiamo affrontato il tema della gentilezza nel digitale e nella vita reale, interagito con i piccoli presenti e siamo partiti dall’uso delle parole, imparando che possono ferire ma possono anche diventare ponti e unire. Al termine dell’incontro, una bambina, ha alzato la mano per intervenire sulla sua definizione di gentilezza. “Per me la gentilezza, nel digitale o virtuale, è come un boomerang, se lo lanci poi ritorna”. La gentilezza è un piccolo seme che prova a germogliare. Deve essere alimentato, curato, preservato dall’incuria proprio come un fiore. La gentilezza non conosce il confine tra reale e virtuale e si colloca in entrambi i mondi.

Quali sono le pratiche di gentilezza che il progetto promuove?

Le buone pratiche di gentilezza sono azioni concrete e positive, a costo quasi zero, messe in atto per rinforzare i comportamenti sociali dei cittadini a beneficio dell’intera comunità. Chiunque può diventare “costruttore di gentilezza” aderendo al progetto e iscrivendosi nel form che trova sul sito. Il simbolo della nostra attività è la panchina viola, come spazio dedicato all’incontro, al dialogo, al relax e alla socializzazione. La prima è nata nel 2019 in provincia di Torino su iniziativa dell’assessore alla gentilezza Erina Patti. Da allora le panchine sono diventate 158 raggiungendo comunità locali, sportive e scolastiche. Il nostro obiettivo è che almeno 5000 comunità ne accolgano una entro il 21 Marzo 2036.

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