Opere sottoposte a ‘radiazioni nucleari’ nei container, l’interesse per i libri, la stratificazione materica.
Anselm Kiefer, a world-renowned artist born in Germany in 1945, is celebrated for his versatile and distinctive style. His work spans painting, sculpture, and writing, utilizing significant materials like lead, straw, and fabric to explore themes such as memory, religion, life, and the cosmos. The exhibition at Palazzo Strozzi, featuring the immersive ‘Engelssturz’, showcases symbolic elements like sunflowers and serpents. Kiefer’s pieces, often reflecting on society, mysticism, and religion, invite profound contemplation, reaffirming his status as a contemporary master. Open until July 21.
«È necessario che le persone guardino e comincino a pensare» (Anselm Kiefer)
Anselm Kiefer è un artista di fama mondiale, nato in Germania nel 1945, noto per la sua versatilità e il suo stile distintivo. La sua produzione artistica, che spazia dalla pittura alla scultura e alla scrittura, si caratterizza per l’uso di materiali significativi e per temi profondi come la memoria, la religione, la vita e il cosmo. La passione per la pittura, la fotografia, la filosofia e la letteratura hanno reso il suo stile inconfondibile unitamente alle sue riflessioni profonde sulla vita e sul cosmo. La ricerca artistica di Kiefer si esprime anche attraverso l’utilizzo di materiali ‘significanti’ in bilico tra pragmatismo e speculazione, e tracciando percorsi simbolici che nutrono il linguaggio visivo kieferiano, fil rouge di una pittura che – come afferma lui stesso – «è filosofia».
La mostra a Palazzo Strozzi si apre con un’opera site-specific, realizzata per l’esposizione fiorentina. Una tela alta oltre 7 metri raffigura in alto l’arcangelo Michele intento a cacciare gli angeli ribelli dal paradiso. L’installazione ‘Engelssturz’ (dal tedesco caduta dell’angelo) inaugura il percorso espositivo all’interno del cortile, introducendo fin da subito la contesa tra spiritualità e materia, presente lungo tutto il percorso della mostra. Gli angeli caduti di Kiefer precipitano dalle sfere più alte della sacralità, evocata dallo sfondo dorato, e si tramutano in una materia pesante, che precipita inesorabilmente verso il basso. La scelta del tema richiama la condizione dell’intera umanità che, come Lucifero, potrebbe essere portatrice di luce ma sceglie, con un atto di ribellione, di condannanarsi per sempre a vivere nelle tenebre.


Diversi sono gli elementi nelle produzioni di Anselm Kiefer che ritroviamo anche all’interno di questa mostra. Il girasole, omaggio a Van Gogh, uno degli artisti più amati dal maestro a rappresentare l’ordine e le stelle che seguono il sole, e il serpente che è metafora del caos e della forza oscura, contrapposta al bene. Kiefer è anche lettore appassionato e arricchisce le sue opere con riferimenti letterari e poetici stratificati. L’interesse per i libri, sia come testo che come oggetto, affiora costantemente nei suoi lavori e ha costituito una parte significativa della sua produzione, anche attraverso reinterpretazioni di letture del passato collegate alla mitologia classica, presente in opere come Daphne (Dafne, 2008-2011) e Nemesis (2017), all’immaginario cattolico espresso in Ave Maria turris eburnea (Ave Maria, torre d’avorio, 2017), alla cabala ebraica e alle saghe nordiche.

Un altro punto nodale della mostra è l’installazione immersiva Verstrahlte Bilder (Dipinti irradiati, 1983-2023), sessanta dipinti che rivestono completamente una delle sale più grandi del Palazzo e si riflettono su superfici specchianti poste al centro dello spazio, invitando il visitatore ad una riflessione sulla fragilità della vita. L’esposizione continua offrendo al visitatore opere ‘sotto vetro’, in teche di cristallo, che come «pelle semipermeabile collegano l’arte con il mondo esterno, in una relazione dialettica»; opere tridimensionali realizzate con materiali come piombo, paglia, piante, tessuti, gommalacca e tessuto, per esplorare temi quali l’alterazione e il decadimento. L’artista infatti racconta di aver utilizzato la distruzione della materia come “mezzo per fare arte” immergendo alcune sue creazioni in vasche di elettrolisi oppure esponendole per anni a ‘radiazioni nucleari’ all’interno di container.
Kiefer, nella mostra che resterà aperta fino al 21 luglio, con i suoi angeli caduti invita il visitatore a realizzare un viaggio introspettivo che dialoga con il passato guardando al futuro e che lo riconferma ancora una volta uno dei maestri di tempi ‘contaminati’.
For Contemporary People
Articolo di Calogero Fanara.