#contemporaryart
Ai Weiwei reinterpreta la Turandot di Puccini trasformandola in un potente manifesto politico. Presentato al Festival dei Popoli 2025, il film diretto da Maxim Derevianko unisce arte, libertà e attivismo. Sul palcoscenico, immagini di guerra, pandemia e proteste si fondono con la musica pucciniana, mentre costumi simbolici — giubbotti di salvataggio, ombrelli di Hong Kong, caschi e zaini — diventano icone della resistenza civile. Una Turandot contemporanea che canta la lotta per la libertà.
Il Museo di Sant’Orsola a Firenze vive la sua ultima metamorfosi prima dell’apertura 2026. La mostra collettiva “The Rose that Grew from Concrete” ospita 14 artisti contemporanei. Intervista a Chiara Bettazzi e al duo Davidovici & Ctiborsky: tra installazioni site-specific, memoria e fragilità che diventa forza creativa.
Firenze e Kyoto, due città-simbolo della cultura mondiale si ritrovano per rilanciare un messaggio forte: arte, tradizione e turismo consapevole possono diventare strumenti di pace. Tra antichi mestieri e nuove visioni, la cultura si rivela un ponte vivo tra memoria e futuro per festeggiare il 60° anniversario del gemellaggio.
Con Sex and Solitude, Tracey Emin trasforma il dolore in arte, tra corpi imperfetti, solitudine e desiderio. Pittura, scultura e installazioni raccontano un viaggio personale e viscerale, dove l’amore e la lotta interiore diventano strumenti di salvezza. Un’esposizione intensa, che mette al centro il corpo, la memoria e l’identità.
Quando l’arte diventa visibile anche ad occhi chiusi. Tactum è un invito a sentire con la pelle, a danzare con le mani, a trasformare il tatto in visione. La performance di Agnese Lanza e Giuseppe Comuniello, nata agli Uffizi e ispirata a Brâncuși, restituisce all’arte la sua dimensione più intima e universale: quella del contatto.




