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Il sogno azzurro di Stella!

Il sogno azzurro di Stella!

Stella Nervini, da Firenze alla Nazionale: la scalata di una promessa del volley

Classe 2003, Stella Nervini è una delle promesse più brillanti della pallavolo italiana. Fiorentina di origine, giovanissima, ha già imparato a saltare in alto, dentro e fuori dal campo. Una passione nata per caso che si è tramutata in un lavoro, un talento che l’ha portata a entrare in poco tempo nella Nazionale femminile italiana. Abbiamo avuto l’onore di conoscerla e intervistarla per comprendere da vicino cosa significhi essere un’atleta oggi, il suo rapporto con Firenze e la Toscana e come si fa a gestire una carriera in rapida ascesa.

Nonostante la tua giovane età hai già raggiunto importanti traguardi nella pallavolo. Parlaci di te: quando è avvenuto l’incontro con questo sport?

Il mio incontro con la pallavolo è stato un po’ casuale, ho iniziato quando avevo otto anni. Prima di arrivare a questo sport avevo praticato tennis e nuoto e proprio nel momento in cui mi era stato proposto di fare un passo avanti in piscina mi sono accorta che non mi piaceva più come prima. Dunque, almeno inizialmente, ho iniziato con la pallavolo perché volevo smettere con il nuoto, ma non vi nego che all’inizio fossi molto scarsa e scoordinata!

Quando hai capito che non era solo un passatempo ma una grande passione e un progetto di vita concreto?

Direi quando mi sono trasferita a Roma. Ho iniziato a giocare al Volleyrò, una delle squadre di pallavolo giovanili più forti. Allora avevo appena 14 anni e dovevo iniziare la prima superiore. In quella circostanza ricordo che i miei genitori mi chiesero se volessi fare questo passo e da lì ho capito che la situazione si faceva seria… tanto che ci siamo trasferiti tutti insieme a Roma ed è stata una rapida escalation. L’estate successiva sono stata aggregata alla Nazionale under 18 partecipando al Mondiale in Egitto dove siamo arrivate seconde. Quella è stata la primissima esperienza in Nazionale.

Quello della Nazionale è un traguardo a cui tutti gli atleti ambiscono, tu ci sei arrivata molto presto. Cos’hai provato quando ti hanno convocata per la prima volta?

Sarò sincera, pura e profonda emozione. Conoscevo già alcune ragazze che giocavano in Nazionale e che erano mie compagne di squadra, molte di loro erano già affermate e conosciute, pur essendo giovanissime come me, io avevo appena iniziato a pensare che la pallavolo potesse essere il mio futuro. Non ci credevo, tanto che ho sofferto della sindrome dell’impostore! Da lì ho avuto la fortuna di rimanere sempre in Nazionale. Adesso sono in squadra alla Seniores B, anche se da ho avuto anche l’occasione di giocare il torneo di Modena con la Nazionale A.

Da quel momento in poi immagino che tutto sia cambiato nella tua vita, in che modo questo ha influito sulla tua quotidianità di atleta e di ragazza?

In modo molto drastico. Il centro della mia vita è diventato la pallavolo. Ho avuto la fortuna, come anticipavo, di avere con me a Roma la mia famiglia, la quale mi ha aiutato moltissimo nella gestione quotidiana. Io ho dovuto modificare un po’ tutti i miei ritmi, mi ritrovavo a studiare in qualsiasi momento libero e a dover essere super organizzata.

Se dovessi descrivere te stessa con tre aggettivi, quali sarebbero?

Determinata, perché nonostante tutto non è stato per niente semplice arrivare a questo punto; allo stesso tempo riflessiva, perché sono una ragazza molto attenta, in un ambiente in cui si sta sempre in gruppo mi piace ritagliarmi dei momenti in solitaria per riflettere; e infine solare.

C’è una differenza tra la Stella in campo e quella fuori?

Assolutamente sì, in campo sono molto concentrata, fredda, mentre fuori sono davvero l’anima della festa.

C’è un modello sportivo in particolare a cui ti sei ispirata o a cui ti ispiri adesso?

Una volta entrata in questo mondo ho avuto modo di conoscere atlete bravissime. Ad oggi, direi Gabi, credo sia la schiacciatrice di pallavolo più forte al momento. Per fortuna ho l’onore di giocare nel suo stesso campionato e di vederla in azione.

Sei nata a Milano ma poi sei tornata a Firenze, città di origine della tua famiglia. Com’è stato crescere lì come atleta? Hai trovato sostegno dalla comunità?

Credo che Firenze offrisse mille opportunità in senso sportivo e pallavolistico. Ho sempre trovato la pallavolo fiorentina ottima dal punto di vista giovanile, e anche quella toscana. Tante atlete in Nazionale e mie colleghe sono toscane, vorrà pur significare qualcosa!

Come immagini il tuo futuro dentro e fuori dal campo? Quali sono i tuoi prossimi progetti e obiettivi?

In questo momento mi sono iscritta alla facoltà di psicologia all’università. Mi ha sempre molto affascinato questa materia, dunque questo è il principale progetto che ho al di fuori della pallavolo. Dentro il campo il prossimo obiettivo è quello di partecipare alle Universiadi, cercare di fare il meglio possibile e perché no, magari anche vincerle, dal momento che l’Italia non trionfa dal 2008.

C’è una partita che sogni di giocare da qui a qualche anno?

Sicuramente una qualsiasi partite delle Olimpiadi. Già solo essere lì sarebbe la realizzazione di un sogno.

Se potessi lanciare un messaggio ai ragazzi che vogliono avvicinarsi alla pallavolo, cosa diresti?

Sicuramente che è impegnativo, che non sarà sempre facile ma che ne vale la pena. La pallavolo mi ha insegnato in un certo senso a vivere, a dare ordine alle mie giornate, a relazionarmi con le persone, a capire meglio me stessa. È stata una palestra di vita in tutti i sensi. Dunque, li spronerei a inseguire le loro ambizioni ma soprattutto a divertirsi.

Le foto di Stella Nervini sono di @lemieistantanee

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  • Salve a tutti! Ho letto con grande interesse l’intervista a Stella Nervini e la sua straordinaria storia di determinazione e sacrificio. Mi ha colpito molto la parte in cui parla della sindrome dell’impostore e della pressione psicologica che accompagna una carriera agonistica di alto livello.

    Stella ha anche menzionato di essersi iscritta alla facoltà di psicologia, il che mi ha fatto pensare a quanto sia cruciale il supporto mentale per gli atleti. Volevo chiedere: durante la vostra preparazione atletica, avete mai considerato o utilizzato integratori specifici per supportare il sistema nervoso durante periodi di stress intenso o recupero? Ad esempio, qualcosa come il Pottie’s Nervine Powder a base di tiamina (vitamina B1) di cui ho letto qui: https://pillintrip.com/it/medicine/pottie-s-nervine-powder-thiamine

    Sarei curioso di sapere se ci sono professionisti dello sport tra i lettori che hanno esperienze simili da condividere. Graie per l’articolo illuminante!

    • Ciao, ti ringraziamo moltissimo per il tuo commento all’articolo! Non siamo in grado di rispondere alla tua domanda. Potresti rivolgerla direttamente a Stella Nervini (la trovi su Instagram) o anche ad un atleta professionista.

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